AFRIKA BAMBAATAA

AFRIKA BAMBAATAA

Kevin Donovan (in arte Afrika Bambaataa Asim) nasce il 4 ottobre 1960 a New York. Il nome è preso in prestito da quello di un capo Zulu del XIX secolo, e Bambaataa, dopo essersi ispirato al film Zulu con Michael Caine, diviene il padre fondatore della nazione Zulu di New York, esaltato dal codice d’onore e di coraggio dei personaggi di colore del film.

La nazione Zulu, più che altro una comunità di ragazzi neri di strada, porta a compimento la trasformazione delle, classiche gang microcriminali newyorkesi degli anni Settanta nei gruppi hip-hop degli anni Ottanta.

Lo stesso Bambaataa, tra il 1977 e il 1985, fa parte dei Black Spades, occupandosi di organizzare gare di breakdance ed eventi musicali che promuovono la pace e la tolleranza razziale. Già nel 1980, musicalmente, Afrika Bambaataa è considerato il DJ più importante della nascente scena hip-hop, la nuova corrente della musica nera americana, che fa dei campionamenti e del cantato rap la propria caratteristica, oscurando persino la popolarità di un personaggio famoso come Grandmaster Flash. Nello stesso anno fa il suo esordio nella musica, producendo due versioni di Zulu Nation Throwdown per due gruppi rap, i Cosmic Force e i Soul Sonic Force.

Nel 1982 è la volta dei suoi primi dischi, come Afrika Bambaataa & The Jazzy Five, con Jazzy Sensation (basato su Funky Sensation di Gwen Guthrie), quindi album Planet Rock, questa volta da Trans-Europe Express dei Kraftwerk. In breve le intuizioni musicali di Bambaataa portano hip-hop ben oltre le semplici rime da strada e la forma fatta di break percussivi: il contributo di Arthur Baker e John Robie nel programmare i beat è importante, tanto da far nascere il cosiddetto movimento electro rap che dominerà gli anni Ottanta. L`album Looking For The Perfect Beat continua l’unione di versi intensi con un elettro boogie sintetico.

Nella seconda metà degli anni Ottanta, dopo collaborazioni con John Lydon e James Brown, la fama di Afrika Bambaataa viene oscurata da una nuova generazione di DJ e dall’avvento prima della musica house, e della techno poi, ma continua a produrre album prestigiosi come album Light (4), del 1988, con ospiti come UB 40, Nona Hendryx, Boy George e George Clinton.

Negli anni Novanta Afrika Bambaataa produce album The Decade Of Darkness (5), collezione di brani orientati verso la dance commerciale prodotto in cooperazione con alcuni DJ e produttori dance italiani (nuova mecca della dance commerciale), e album Don’t Stop - Planet Rock Re (6), compilation di vecchi brani remixati da personaggi come 808 State, LFO e che include anche le versioni originali. Da allora, Afrika Bambaataa ha prodotto un singolo per la Profile, etichetta dei Run DMC, nel marzo ’94, la facilmente dimenticabile What's The Name, e album Lost Generation (7). Come molti protagonisti della dance, Afrika Bambaataa ha vissuto la stessa natura transitoria del genere stesso, ma l’intero movimento hip-hop, probabilmente, non sarebbe esistito senza le sue primarie intuizioni.

 

DISCOGRAFIA DI AFRIKA BAMBAATAA:

(1) Planet Rock - The Album (Tommy Boy 1986 USA)

(2) Beware (The Funk Is Everywhere) (Tommy Boy 1986 USA)

(3) Death Mix Throwdown (Blatant 1987 USA)

(4) Light (EMI 1988 USA)

(5) The Decade Of Darkness (1990-2000) (EMI 1991 USA)

(6) Don’t Stop - Planet Rock Remix (ZTT 1992 USA) EP

(7) Lost Generation (Hot Production 1996 USA)

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