ALICE IN CHAINS

ALICE IN CHAINS

Dal connubio tra la vena malinconico-depressiva tipica del grunge e le distorsioni più acide del metal nasce la proposta degli Alice In Chains.

Layne Staley (n. 1967, USA) forma a Seattle gli Alice In Chains ai tempi del liceo. Nel 1987 Staley incontra Jerry Cantrell (n. 1966, USA), i due iniziano a lavorare assieme e assumono la definitiva denominazione di Alice In Chains. Completano la formazione di Alice In Chains due amici di Cantrell: il batte rista Sean Kinney (n. 1966, USA) e il bassista Mike Starr (n. 1966, USA). Nel 1989 firmano un contratto con la Columbia, per la quale ben presto diventano una delle band di punta. Nei primi mesi dell’anno successivo Alice In Chains realizzano album We Die Young  (1), EP promozionale ormai irreperibile contenente We Die Young e It Ain’t Like That, che compaiono anche in Facelift (2), e l’inedita Killing Yourself, che assicura loro un buon airplay nelle stazioni radiofoniche metal. Nell’estate 1990 gli Alice In Chains pubblicano Facelift  (2), l’album di debutto, da loro promosso suonando come gruppo di supporto in tour di artisti del calibro di Iggy Pop, Van Halen e Poison.

Il disco Facelift  (2) è un grande esordio, è l’album che (con Badmotorfinger dei Soundgarden) rinnova Vheavy metal; il suono degli Alice In Chains, più di quello di ogni altra band di Seattle, è debitore al metal dei Black Sabbath, ma l’influenza del rock alternativo degli anni Ottanta e un approccio personale al rock duro creano un eccitante connubio, qualcosa mai sentito prima, che ha il pregio di essere al passo coi tempi. A livello di vendite l’album Facelift (2) ha una partenza lenta, non entra nella classifica di Billboard per quasi otto mesi, ma nel settembre 1991 arriva al disco d’oro e il singolo Man In The Box guadagna una nomination ai Grammy. Nel novembre dello stesso anno esce album Sap (3), EP contenente quattro pezzi prevalentemente acustici, tra cui spiccano Right Turn, a nome Alice Mudgarden, in cui compaiono come ospiti, Chris Cornell dei Soundgarden e Mark Arm dei Mudhoney, e una quinta traccia fantasma denominata Love Song, in cui Sean è al piano e alla voce, Layne alla batteria, Mike alla chitarra e Jerry al basso; da segnalare anche la presenza di Ann Wilson (Heart) ai cori.

Staley affonda sempre più le sue liriche negli abissi tematici dell’alienazione, della droga e della depressione, mentre, al contrario, il successo aumenta in modo esponenziale: nell’autunno 1992 esce album Dirt (4), che raggiunge la posizione numero sei della classifica di Billboard e raccoglie ben tre dischi di platino. L’album Dirt (4) è incentrato sulla tossicodipendenza di Staley, ed è impostato quasi come un concept album, con le canzoni in una precisa progressione: il problema, le conseguenze e la risoluzione (Would?). Nel gennaio del 1993 Mike Starr lascia il gruppo, troppo stressato dalla vita on the road, e viene sostituito da Mike Inez, già con Ozzy Osbourne. La nuova formazione degli Alice In Chains esordisce al Lollapalooza del 1993, confermando la grande popolarità ormai raggiunta, nonostante le continue chiacchiere che circondano il gruppo, riguardanti l’abuso di stupefacenti e la loro condotta autodistruttiva.

Nel 1994 esce album Jar Of Flies (5), un EP che ripete la formula utilizzata per album Sap (3), ovvero un alternarsi di momenti acustici e momenti elettrici. Sembra che gli Alice In Chains sentano il bisogno di una pausa dopo le sferzate elettriche, la tensione degli album. L’album Jar Of Flies (5) consolida il successo del gruppo raggiungendo i vertici delle classifiche. Nello stesso periodo Staley, insieme con Barrett Martin (Screaming Trees), Mike McCready (Pearl Jam) e John Baker Saunders, forma i Gacy Bunch che, rinominati Mad Season, realizzano album Above (10), cui partecipa come ospite anche Mark Lanegan (Screaming Trees).

L’album  Above (10) combina i mid-tempo tipici degli Alice In Chains, con una verve psichedelica anni Sessanta. L’album raggiunge il numero ventiquattro delle classifiche pop americane. Sean e Jerry lavorano ad alcune canzoni per The Cable Guy  (12), un album di tributo a Willie Nelson, mentre Mike Inez partecipa al progetto Slash’s Snakepit (vedi Guns n’ Roses). A novembre 1995 esce l'album Working Class Hero: A Tribute To John Lennon (11), che affina ancora di più il lento e teso lavoro chitarristico su cui si svi luppano i groove delle canzoni degli Alice In Chains. Ben accolto dalla critica, non raggiunge le vette di vendita dei precedenti lavori (nonostante esordisca al primo posto della classifica di Billboard) e soprattutto non placa le voci che vogliono il gruppo in piena crisi a causa degli abusi di droghe.

Dopo la pubblicazione dell’album Alice In Chains (6), come già per Jar Of Flies  (5), il gruppo decide di non intraprendere nessun tour, aggravando le voci sulle condizioni dei componenti. A distanza di un anno la band pubblica  Unplugged (7) un intero album acustico, registrato durante uno show a MTV, il primo concerto nell’arco di tre anni. Le ultime voci parlano di un possibile seguito a (10), senza però la conferma di un coinvolgimento di Staley e Lanegan, mentre è previsto un album da solista di Cantrell.

DISCOGRAFIA DI ALICE IN CHAINS:
(1) We Die Young (Columbia 1990 USA) EP

(2) Facelift (Columbia 1990 USA)
(3) Sap (Columbia 1991 USA) EP
(4) Dirt (Columbia 1992 USA)
(5) Jar Of Flies (Columbia 1994 USA) EP
(6) Alice In Chains (Columbia 1995 USA)
(7) Unplugged (Columbia 1996 USA)

 
RIFERIMENTI A  ALICE IN CHAINS:

(8) Artisti Vari / Singles (Epic 1992 USA)
(9) Artisti Vari / Last Action Hero (Sony 1993 USA) col. son.
(10) Mad Season / Above (Columbia 1994 USA)
(11) Artisti Vari / Working Class Hero: A Tribute To John Lennon (Hollywood 1995 USA)
(12) Artisti Vari / The Cable Guy (Sony 1996 USA)
(13) Artisti Vari / Twisted Willie (Justice 1996 USA)
(14) Danzig / Blackacidevil (Hollywood 1996 USA)

Nota: 

di album Jar Of Flies (5) c’è una versione CD-ROM contenente schermate grafiche, interviste, biografia della band, musica e videoclip;

L’album Singles (8) contiene Would?;

L’album Last Action Hero  (9) contiene le inedite What The Hell Have I e A Little Bitter, Working Class Hero: A Tribute To John Lennon  (11) contiene I Don’t Wanna Be A Soldier, eseguita dai Mad Season;

L’album The Cable Guy (12) contiene l'inedita Leave Me Alone, scritta da J. Cantrell e eseguita da Cantrell insieme a S. Kinney.

In Twisted (13), tributo a Willie Nelson, Sean Kinney fa parte della band che accompagna Johnny Cash nella cover di Time Of The Preacher, lo stesso Kinnev accompagna Jerry Cantrell nella cover di I’ve Seen All This World / Care To See.

In Blackacidevil (14) Jerry Cantrell suona la chitarra in tre brani: See All You Were, Come To Silver e Hand Of Doom, quest’ultima cover dei Black Sabbath.

FORMAZIONE DEGLI ALICE IN CHAINS:
Jerry Cantrell: ch, v / Layne Staley: v, ch /Sean Kinney: bt, pere / Mike Starr: bs (1-4) / Mike Inez: bs (5-7).

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