AMOS, TORI

TORI AMOS

Figlia di un pastore metodista e di una mezzosangue cherokee, Myra Ellen Amos (n. 1963, USA) si avvicina già da giovanissima allo studio del pianoforte. Dopo aver vinto una borsa di studio al Peabody Conservatory Of Music di Baltimora, Maryland Amos, abbandona gli studi classici, vittima del fascino delle incisioni di artisti quali Led Zeppelin, Doors e Jimi Hendrix. A soli tredici anni si autoproduce il singolo Baltimore, scritto con il fratello Mike. Trasferitasi a Los Angeles, esordisce con Y KANT TORI READ (1), una sorta di esperimento hard rock che la stessa Amos Tori rinnega e che ospita, tra gli altri, il futuro batterista dei Guns n’ Roses Matt Sorum.

Album LITTLE EARTHQUAK (2), lanciato in un primo tempo solo in Europa perché considerato troppo difficile per il pubblico americano, rivela la vera Tori Amos. Crucify e Silent All This Years (il cui singolo contiene l’inedita Me And A Gun, crudo resoconto cantato a cappella di una violenza sessuale subita a Los Angeles) sono i cavalli di battaglia di un disco caratterizzato da delicate trame pianistiche e da una voce molto particolare che qualcuno paragona a quella di Kate Bush. Il modo, in cui Amos Tori suona il pianoforte in concerto (girata verso il pubblico, a gambe aperte, agitando il bacino, la testa buttata all’indietro) le fa guadagnare l’appellativo di act più sensuale dell’anno. Il disco UNDER THE PINK (3), meno sfacciatamente autobiografico del precedente, è l’album della consacrazione e del successo commerciale guadagnato grazie all’orecchiabilità di Cornflake Girl, il cui video viene ripetutamente trasmesso da MTV. Il seguente tour americano di oltre cento date mette in fila un’impressionante serie di concerti sold out.

Dedicato alla dea del fuoco hawaiana, album BOYS FOR PELE (4) è il disco della completa maturità e il primo prodotto dalla stessa Amos Tori dopo la separazione dal fidanzato-produttore Eric Rosse. Dietro ostiche canzoni arrangiate in modo scarno, l’album nasconde un universo di significati reconditi e di difficile comprensione, che poi vengono in parte svelati in un’apprezzata tournée solo piano e voce. Il plauso della critica è pressoché unanime, mentre i colleghi, da Robert Plant a Michael Stipe (R.E.M.), passando per Bjork, PJ Harvey e Trent Reznor (Nine Inch Nails), non mancano di dichiarare la stima che nutrono per la cantautrice.

 

DISCOGRAFIA DI AMOS TORI:

(1) Y KANT TORI READ (Atlantic 1988 USA)

(2) LITTLE EARTHQUAKES (Atlantic 1992 USA)

(3) UNDER THE PINK (Atlantic 1994 USA)

(4) BOYS FOR PELE (Atlantic 1996 USA)

 

RIFERIMENTI AD AMOS TORI:

(5) AL STEWART / LAST DAYS OF THE CENTURY (Enigma 1988 USA)

(6) SANDRA BERNHARD / WITHOUT YOU I AM NOTHING (Enigma 1989 USA)

(7) FERRON / PHANTOM CENTER (Capital 1990 USA)

(8) ARTISTI VARI / TOYS (Geffen 1992 USA) col. son.

(9) ARTISTI VARI / RUBY TRAX (Forty 1992 USA)

(10) ARTISTI VARI / HIGHER LEARNING (Epic 1994 USA) col. son.

(11) ARTISTI VARI / ENCOMIUM (Atlantic 1995 USA)

(12) ARTISTI VARI / TOWER OF SONG-THE SONGS OF LEONARD COHEN (A&M 1995 USA)

 

Nota:

negli album (5), (6) e (7) è presente alle background vocal.

In (8) The Happy Worker e Workers.

In (9)   Ring My Bell. In (Ì0) Butterfly e una cover dei R.E.M., Losing My Religion.

 In (11), tributo ai Led Zeppelin, Down By The Seaside in coppia con Robert Plant.

 In (12) Famous Blue Raincoat.

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