BABY BIRD

BABY BIRD

Dopo aver lavorato in gruppi di teatro sperimentale (come i Dogs In Honey), l’inglese Stephen Jones decide di passare al campo prettamente musicale, ribattezzandosi Baby Bird. Il primo tentativo è un album autoprodotto, I WAS BORN A MAN (1), che contiene tredici canzoni in chiave decisamente low-fi, registrato (come tutta la produzione seguente) in casa propria su un registratore a quattro piste. Stephen Jones suona tutti gli strumenti, usando anche samples di parti chitarristiche, creando uno strano ibrido fra una musica che ricorda Lou Reed e le nuove tendenze brit-pop. In brevissimo tempo sotto il nome di Baby Bird Stephen Jones pubblica altri tre lavori, album BAD SHAVE (2), album FATHERHOOD (3) e album THE HAPPIEST MAN ALIVE (4), simili al precedente e sempre autoprodotti dall’artista e a tiratura limitata. Pur essendo musicalmente molto scarni nell’impostazione, i brani di Stephen Jones/Baby Bird rivelano una profonda capacità lirica. Del 1996 è l’album DYING HAPPY (5), mentre nello stesso periodo il musicista incomincia a esibirsi dal vivo, progettando, fra l’altro, la pubblicazione di un disco live per la Echo Records, che ha in progetto anche la ristampa dei suoi precedenti lavori.   

                       

DISCOGRAFIA DI BABY BIRD:

(1) I WAS BORN A MAN (Baby Bird 1995 GB)

(2) BAD SHAVE (Baby Bird 1995 GB)

(3) FATHERHOOD (Baby Bird 1995 GB)

(4) THE HAPPIEST MAN ALIVE (Baby Bird 1996 GB)

(5) DYING HAPPY (Baby Bird 1996 GB)

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