BUCKLEY, JEFF

JEFF BUCKLEY FOTO

BUCKLEY, JEFF

Figlio del celebre cantautore degli anni Sessanta-Settanta Tim Buckley, Jeffrey Scott Buckley (n. 1966, USA) cresce a Orange County, California. compie i primi studi artistici al Los Angeles Musician Institute, ma è dopo essersi trasferito a New York City che affiorano fattivamente il talento compositivo e le capacità vocali del giovane Buckley. Del 1991 la prima esperienza musicale di un certo rilievo, quando Jeffrey Buckley prende parte a un concerto tributo in onore del padre, di cui interpreta One I Was da GOODBYE AND HELLO (1967). A quel punto Jeffrey Buckley entra a far parte del circuito musicale del Greenwich Village, esibendosi da solo in numerosi locali. Proprio la registrazione di un suo set al club Sin-é è la materia dell’album LIVE AT SIN-É (1): appena quattro tracce, due originali (.Eternal Life e Mojo Pin), la cover di Van Morrison, The Way Young Lovers Do, nonché la ripresa di Je N’en Connais Pas La Fin dal repertorio di Edith Piaf, che comunque stabiliscono subito le potenzialità del musicista, capace soprattutto delle stesse estensioni vocali che hanno reso immortale il lavoro svolto da suo padre tanti anni prima.  

E’ con queste prerogative che si attende la prova sulla lunga distanza, che non fatica ad arrivare. Nell’album GRACE (2) Jeffrey Buckley sfodera una forte intensità emotiva e la capacità di unire più generi musicali, a fronte di un songwriting non comune anche se in debito con il padre (Lilac Wine, Dream Brother e Last Goodbye), oltre che a rendere omaggi a Benjamin Britten con Corpus Christi Carol e soprattutto a Leonard Cohen con una sentita Hallelujah. Il disco, celebrato sia dal pubblico sia dalla critica, trova riscontro anche nelle prove live, spesso improvvisate, dove in repertorio si hanno tributi disparati, dagli MC5

(Kick Out The Jams) ai Big Star (Kanga-Roo) fino a quelli inaspettati alla cultura musicale europea, specie quella francese.

Recatosi a Memphis, Tennessee per iniziare le registrazioni del nuovo album, arriva il tragico epilogo: il giovane Jeffrey Buckley infatti muore annegato nelle acque del Mississippi il 29 maggio 1997, a soli trentuno anni. Le indagini della polizia stabiliscono che il musicista non era sotto l’effetto né di droga né di alcol.

 

DISCOGRAFIA DI JEFF BUCKLEY:

(1) LIVE AT SIN-É (Columbia 1993 USA) mini CD live

(2) GRACE (Columbia 1994 USA)

(3) Live From The BATACLAN (Columbia 1995 FRA) mini CD live RIFERIMENTI A

(4) ARTISTI VARI / THEY CAME, THEY PLAYED, THEY BLOCKED THE DRIVEWAY WFMU (WFMU 1993 USA) live

(5) BRENDA KHAN / KING OF CAIRO (Chaos 1994 USA) mini CD promozionale

(6) JAZZ PASSENGERS / IN LOVE (High Street 1994 USA)

(7) JOHN ZORN’S COBRA / LIVE AT THE KNITTING FACTORY (Knitting Factory Works 1995 USA) live

(8) REBECCA MOORE / ADMIRAL CHARCOAL’S SONG (Knitting Factory Works 1995 USA) live

(9) BRENDA KHAN / DESTINATION ANYWHERE (Shanachie 1996 USA)

(10) PATTI SMITH / GONE AGAIN (Arista 1996 USA)

(11) ARTISTI VARI / KEROUAC-KICKS JOY DARKNESS (Rykodisc 1997 USA)

 

Nota: in (4) una cover di Bob Dylan, Farewell Angelina.

In (11) Angel Mine insieme con Inger Lorre.

Negli album (5), (6), (7), (8), (9) e ( 10), Jeff Buckley è presente in vesti diverse, da cantante a strumentista.

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