COPE, JULIAN

JULIAN COPE FOTO

JULIAN COPE

Julian Cope (n. 1957, GB) comincia gli anni Novanta pubblicando diverso materiale: innanzi tutto chiude definitivamente la saga dei Teardrop Explodes con una antologia di singoli Piano (13) e con la pubblicazione del famoso terzo disco del gruppo che non era stato pubblicato all’epoca l’album EVERYBODY WANTS TO SHAG THE TEARDROP EXPLODES (14). Poi, a suo nome, esce l’album SKELLINGTON (1), opera composta da strambi bozzetti acustici e il disco DROOLIAN (2), un album se possibile ancor più bizzarro. L’anno successivo Julian Cope dà invece alle stampe solo un disco, ma si tratta del vero e proprio ritorno di Cope: l’album PEGGY SUICIDE (3) è doppio e in un certo senso si tratta di una sintesi della sua intera discografia, ci sono ballate, lunghi passaggi psichedelici, accenni di kraut rock, rimandi all 'acid house e fremiti rock. Lo scenario è dunque composito, ma il tema di fondo conferisce unità all’opera; Julian Cope sostiene che il nostro pianeta è in pericolo e occorre muoversi per salvarlo in tempo. La vera provocazione Julian Cope gioca nel 1992 con la copertina e il titolo del nuovo disco, JEHOVAHKILL (5): le canzoni sono sempre più ambiziose e sperimentali e la scrittura mostra crescenti debiti nei confronti del rock tedesco (due anni dopo scriverà anche un saggio sull’argomento dal titolo Krautrocksampler). A questo punto la Island rescinde il contratto che legava l’artista alla casa discografica ma Julian Cope non si scompone vendendo le due opere successive, gli album RITE (6) e SKELLINGTON CHRONICLES (7), solo per corrispondenza: la prima contiene quattro lunghi brani strumentali mentre la seconda è la continuazione dell’album (1). Meno concettuale dell’album JEHOVAHKILL (5) risulta essere AUTOGEDDON (9), primo capitolo per la Echo: anche questo è un concept album ed è imperniato sui danni, ambientali e non, provocati dall’uso delle autovetture. I suoni sono spesso acustici e non tradiscono l’indole bizzarra e anticonvenzionale di Julian Cope. Nello stesso anno per la sua etichetta personale e sempre per corrispondenza, Julian Cope pubblica l’album QUEEN ELIZABETH (10). Qualche mese dopo è il turno dell’album 20 MOTHERS (11), dove il titolo è una sorta di didascalia della foto di copertina: si tratta di un’opera ricca, composita, colma di richiami e citazioni diverse. L’album INTERPRETOR (12) è l’ennesimo sforzo di ricerca nei suoni e nella musica; senza cercare facili motivi e disinteressandosi delle mode imperanti Julian Cope ha creato un percorso artistico originale e sorprendente.       

 

DISCOGRAFIA DI JULIAN COPE:

(1) SKELLINGTON (Zippo 1990 GB)

(2) DROOLIAN (Zippo 1990 GB)

(3) PEGGY SUICIDE (2CD Island 1991 GB)

(4) FLOORED GENIUS (Island 1992 GB) ant.

(5) JEHOVAHKILL (2CD Island 1992 GB)

(6) RITE (KAK 1993 GB)

(7) SKELLINGTON CHRONICLES (KAK 1993 GB)

(8) FLOORED GENIUS 2 (Island 1994 GB) ant.

(9) AUTOGEDDON (Echo 1994 GB)

(10) QUEEN ELIZABETH (KAK 1994 GB)

(11) 20 MOTHERS (Echo 1995 GB)

(12) INTERPRETOR (Echo 1996 GB)

 

Teardrop Explodes

(13) Piano (Mercury 1990 GB) ant.

(14) EVERYBODY WANTS TO SHAG THE TEARDROP EXPLODES (Fontana 1990 GB)

 

Nota: (2) è un album di soli demo e outtakes.

(4) è una antologia con brani di Cope come solista, ma anche con brani dei Teardrop Explodes.

(8) è un’altra antologia che ha come sottotitolo BEST OF THE BBC SESSION 1983-91.

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