COUGHLAN, MARY

MARY COUGHLAN

MARY COUGHLAN

Cresciuta a Galway, Irlanda, Mary Coughlan (n. 1956, GB) si rivela fra le più interessanti e misconosciute interpreti (indifferentemente di jazz, folk, soul, pop e rock) apparse sulla scena britannica degli anni Ottanta/Novanta. L’incontro con il mondo della musica avviene all’incirca nel 1983, grazie all’interessamento di Erik Visser, compositore e musicista di origine fiamminga, che convince Mary Coughlan a partecipare a un festival canoro che si svolge in Irlanda.

L’album Tired & Emotional (1), uscito sul finire del 1985, viene accolto dalla critica irlandese come uno degli esordi più folgoranti mai pubblicati sull’Isola. Il repertorio prende spunto da composizioni originali di Visser, oltre che da varie cover, anche se tutto viene reso eterogeneo dalle eccelse qualità vocali di Mary Coughlan. Per l’album Under The Influence (3) si affiancano a Mary Coughlan strumentisti fra i più importanti del panorama irlandese, fra gli altri Ritchie Buckley al sassofono (già con Van Morrison) e Davy Spillane alle uillean pipes, che vanno a impreziosire un repertorio particolarmente azzeccato: in lista si trovano brani di Cole Porter (Laziest Girl), di Billie Holiday (Strange Fruit) e di Jim McCarthy (Ride On, già resa celebre da Christy Moore).

Il buon riscontro commerciale comunque non risolleva la musicista dai pressanti problemi personali, specie con l’alcol: è per queste ragioni che bisogna aspettare il 1990 per una nuova opera discografica, l’album Uncertain Pleasures (4). L’album comunque è il capolavoro di Mary Coughlan, capace di districarsi perfettamente fra insigni brani quali Mother’s Little Helper (Rolling Stones) e Heartbreak Hotel (Elvis Presley) quanto fra riletture di un repertorio ‘minore’ come Man Of The World (Pete Glenister) e Whiskey Didn’t Kill The Pain (John Duhan). Il momento di Mary Coughlan particolarmente felice è confermato dal seguente album Sentimental Killer (5), che ancora una volta presenta tracce sofisticate quanto disparate fra loro quali Ain’t No Cure For Love (Leonard Cohen), There Is A Bed (Marc Almond) e lo standard Ballad Of A Sad Young Man (reso celebre negli Cinquanta da Frank Sinatra). I due album dal vivo che seguono, Love For Sale (7) e  Live In Galway (8), sono all’insegna ancora una volta di riletture personali ed emozionanti, da Sting (Moon Over Bourbon Street) a Jaques Brel (Hearts) fino a Elvis Costello (Baby Plays Around) e Sam Cooke (You Send Me). 

Accantonata per qualche tempo l’attività discografica a favore dell’impegno come madre di ben cinque figli, il ritorno con un nuovo album di studio avviene solo a metà 1997. L’album After The Fall (9), ancora prodotto da Visser, non tradisce le attese presentando Mary Coughlan in forma, quanto forte di una scelta di brani sempre felice, in cui spiccano quelli scritti da alcuni suoi personali collaboratori (Woman Undone e John Fell Off The Work-Around).

 

DISCOGRAFIA DI MARY COUGHLAN:

(1) Tired & Emotional (Mystery 1985 GB)

(2) Ancient Rain (WEA 1986 GB) EP

(3) Under The Influence (WEA 1987 GB)

(4) Uncertain Pleasures (EastWestAVEA 1990 GB)

(5) Sentimental Killer (EastWestAVEA 1992 GB)

(6) Love Me Or Leave Me: The Best Of Mary Coughlan (East WestAVEA 1993 GB) ant.

(7) Love For Sale (Demon 1993 GB) live

(8) Live In Galway (Martello 1995 GB) live

(9) After The Fall (Big Cat 1997 GB)

 

RIFERIMENTI A MARY COUGHLAN:

(10) Artisti Vari / Woman’s Heart 2 (Blix Street 1995 GB)

 

Nota: in (10) Invisible e I Can’t Make You Love Me.

I PIU' LETTI

More Articles

 BRYAN ADAMS II grande successo che Bryan Adams (nato nel 1959, CAN) si e` costruito durante gli anni Ottanta, risulta ancora piu` eclatante all`alba...

‘WEIRD AL’ YANKOVIC Alfred Matthew Yankovic (n. 1959, USA) diventa ‘Weird Al’ nel 1979, quando accompagnandosi alla fisarmonica propone la parodia del...

10,000 MANIACS / NATALIE MERCHANT Le ultime pubblicazioni dei 10,000 Maniacs prima dello scioglimento ufficiale, datato 1993, sono all’insegna della...