NICK CAVE AND THE BAD SEEDS

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NICK CAVE AND THE BAD SEEDS

Alla fine di un decennio ricco di riconoscimenti quanto tormentato (droga, problemi personali...), Nick Cave si trasferisce a San Paolo, Brasile, soprattutto per coltivare una storia sentimentale che ha più risvolti (matrimonio e conseguente nascita di un erede). E’ in quel luogo che scrive e registra l’intero THE GOOD SON (1), album che segna una decisa svolta rispetto alle opere precedenti. Questa volta l’ambientazione sonora è meno estrema, tesa a scenari più meditati e vicini a quelli del suo grande ispiratore Leonard Cohen, come dimostrano le ballate in serie che vengono offerte: Foi Na Cruz, The Weeping Song (in duetto con l’inseparabile compagno Blixa Bargeld) e soprattutto la pianistica Lucy.

Il seguente passo è il disco HENRY’S DREAM (2), concept album prodotto da David Briggs, da tempo alla corte di Neil Young, che lo stesso Nick Cave poco dopo la pubblicazione disconosce quasi del tutto. Nonostante ciò, i temi del disco sono quelli da sempre cari a Nick Cave e, dove fatti biblici e il cruento dramma umano basato su amore e morte, vengono svelati in alcuni dei brani più significativi della loro produzione (John Finn ’s Wife e Brother, My Cup Is Empty). A supporto dell’album HENRY’S DREAM (2) la band parte per un lungo tour, che poi viene immortalato sull’album LIVE SEEDS (4) (in scaletta anche un omaggio a Nina Simone, Plain Gold Ring), anche se trova il tempo di registrare l’album WHAT A WONDERFUL WORLD (3). Il mini serve a riportare in scena Shane MacGowan, che da qualche tempo è lontano dal mondo discografico per problemi legati all’alcol: Nick Cave e l’ex Pogue regalano una performance molto gigionesca della cover di Louis Armstrong, What A Wonderful World, mentre si scambiano segni di stima reciproca con le riprese di Rainy Night In Soho e di Lucy.    

Il nuovo capitolo è l’album LET LOVE IN (5), che segna un momento di stasi creativa, nonostante le solite occasioni di pregio nell’opera (Loverman e Do You Love Me?), ribadito poi da una controversa partecipazione al Lollapalooza tour negli Stati Uniti. Frutto di una lunga gestazione è invece il disco MURDER BALLADS (6), le cui prime registrazioni risalgono addirittura al 1993: anticipato dal singolo Where The Wild Roses Grow in duetto con la pop star australiana Kylie Minogue (con cui gira anche un video molto suggestivo), l’album vede una serie di duetti còn amici vari, tutti segnati da liriche inerenti morti violente (appunto le murder ballad, filone consolidato del genere folk anglosassone e non solo). Nonostante una produzione molto accentuata, che pregiudica parte dell’opera, molto suggestivi risultano episodi come i traditional Stagger Lee e Henry Lee (questa in duetto con PJ Harvey). Quindi arriva la colonna sonora TO HAVE AND TO HOLD (7), commissionata da John Hillcoat, già regista di Ghost... Of The Civil Dead (1989) nonché di alcuni videoclip di Nick Cave e compagni.

Segnato dalla fine del suo matrimonio è l’album THE BOATMAN’S CALL (8), una delle opere più sentite e sofferte di Nick Cave, dove si fa notare in formazione il leader degli australiani Dirty Three, Warren Ellis. I brani sono tutti molto scarni, spesso con il solo accompagnamento di pianoforte, a favore dell’intensità lirica dell’autore, che regala alcune delle sue pagine più memorabili con Into My Arms, West Country Girl e Idiot Prayer. Il tour che segue rivela le stesse prerogative, con il musicista più volte segnalato a richiedere il silenzio da parte del pubblico.

Negli anni Novanta per Nick Cave si accentua anche il rapporto con il cinema, che, oltre alle partnership con Hillcoat e con Wim Wenders, vedi l’album (10) e l’album FARAWAY, SO CLOSE! (12), lo vede protagonista assieme ai Bad Seeds in The Road To God Knows Where (1990) di Uli M. Schuppel, film che li ritrae alle prese con la vita on the road (il tour è quello a supporto di TENDER PRAY, 1988), nonché offrire cammei vari, come quello in Johnny Suede UNTIL THE END OF THE WORLD (1991) di Tom DiCillo.  

 

DISCOGRAFIA DI NICK CAVE AND THE BAD SEEDS:

(1) THE GOOD SON (Mute 1990 GB)

(2) HENRY’S DREAM (Mute 1992 GB)

(3) WHAT A WONDERFUL WORLD (Mute 1992 USA) mini CD

(4) LIVE SEEDS (Mute 1993 GB) live

(5) LET LOVE IN (Mute 1994 GB)

(6) MURDER BALLADS (Mute 1996 GB)

(7) TO HAVE AND TO HOLD (Mute 1996 GB) col. son.

(8) THE BOATMAN’S CALL (Mute 1997 GB)

 

RIFERIMENTI A NICK CAVE AND THE BAD SEEDS:

(9) ARTISTI VARI / I’M YOUR FAN: A TRIBUTE TO LEONARD COHEN (Atlantic 1991 USA)

(10) ARTISTI VARI / UNTIL THE END OF THE WORLD (Warner Bros. 1991 GB) col. son.

(11) ARTISTI VARI / VIVA! EIGHT (Viva 1993 GB) live

(12) ARTISTI VARI / FARAWAY, SO CLOSE! (Electrola 1993 GB) col. son.

(13) ARTISTI VARI / RARE ON AIR VOL, ONE (Mammoth 1994 USA) live

(14) ARTISTI VARI / BATMAN FOREVER (Atlantic 1995 USA) col. son.

(15) ANITA LANE / THE WORLD’S A GIRL (Mute 1995 GB) mini CD

(16) BARRY ADAMSON / OEDIPUS SCHMOEDIPUS (Mute 1996 GB)

(17) ARTISTI VARI / SONGS IN THE KEY OF X (Warner Bros. 1996 USA) col. son.

(18) ARTISTI VARI / SEPTEMBER SONGS: THE MUSIC OF KURT WEILL (Sony 1997 USA) col. son.

 

Nota: (3) condiviso con Shane MacGowan.

La prima tiratura di (4) contiene un libro fotografico.

(7) condiviso con Blixa Bargeld e Mick Harvey.

In (9) Tower Of Song. In (10) (I’ll Love You) Till The End Of The World.

In (11), reperibile solo richiedendolo al servizio vendite della rivista NME, Jack The Ripper e Nick The Stripper.

In (12) Faraway, So Close e Cassiel’s Song. In (13) God’s Hotel. In

(14) There Is A Light.

In (15) Nick Cave duetta con Anita Lane in Bedazzled e nella cover di Serge Gainsbourg, I Love You... Nor Do I, versione inglese di Je T’Aime... Moi Non Plus.

In (16) Cave duetta in The Sweetest Embrance, di cui è co-autore.

In (17) una ghost track che vede impegnati Cave e i Dirty Three.

In (18) Mack The Knife.

 

FORMAZIONE DI NICK CAVE AND THE BAD SEEDS:

Nick Cave: v, tast, arm / Mick Harvey: bs, eh, pere, v / Blixa Bargeld: ch, v / Kid Kongo Powers: ch (1) / Thomas Wydler: bt, pere / Conway Savage: tast (2-7) / Martin P. Casey: bs (2-7) / Jim Sclavunos: bt (6-7) / Warren Ellis: vio (6-7).

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