MILES DAVIS

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MILES DAVIS

Miles Davis (n. 1926, USA) è il personaggio simbolo del jazz, l’uomo che ha attraversato tutte le stagioni della musica nero americana. Nato ad Alton, Illinois, il trombettista esordisce con il be bop di Charlie Parker per poi siglare il suo primo capolavoro nel 1949, The Birth Of The Cool, che lo erige subito a mito della musica di questo secolo. Seguono il periodo hard bop con i dischi per la Prestige, forgiato da un quintetto in cui si mette in luce il giovane John Coltrane, e la tetralogia Columbia con l’orchestra di Gii Evans, ristampata come The Complete Columbia Studio Recordings With Gil Evans (9), ricca di inediti in serie. Dopo la scoperta della ‘improvvisazione modale’ (Kind Of Blue, 1959, è l’album manifesto del genere), Miles Davis forma il suo miglior gruppo con Wayne Shorter, Herbie Hancock, Ron Carter e Tony Williams, firmando a metà anni Sessanta vere e proprie pietre miliari, da Esp a Miles Smiles: un jazz libero e rivoluzionario nella nuova concezione dello spazio-tempo, che però non sconfina nel free come tante esperienze coeve. E il preludio alla fase elettrica e al rapporto con la scena rock & funky, segnato, tra fine anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, da capolavori quali In A Silent Way, Bitches Brew e il live At Fillmore (che riporta alcuni opening act per la Band): i puristi gridano allo scandalo, ma il pubblico giovanile si avvicina incondizionatamente al trombettista. A imprimere una svolta al sound di Miles Davis ci pensano anche le presenze di grandi artisti quali Chick Corea, Jack DeJohnette, Joe Zawinul, Keith Jarrett (il trombettista è totalmente folgorato dal suo modo di suonare) e John McLaughlin. 

Dopo aver passato gli anni Settanta impartendo lezioni di esasperata fusion, giunge un drammatico ritiro dalle scene causato da problemi personali, anche se nel decennio successivo lo ‘sciamano elettrico’ risorge siglando il potente lavoro dal vivo We Want Miles. L’ultimo periodo di contaminazioni, vede i celebrati Tutu, a seguito dell’incontro con la rock star Prince, e Amandla, con il bassista-produttore Marcus Miller. A fronte del decesso avvenuto nel 1991, quasi tutto il materiale anni Novanta è postumo, eccetto l’album THE HOT SPOT (10) condiviso da Miles Davis con Taj Mahal e John Lee Hooker: dalla non memorabile soundtrack DINGO (1), alle contaminazioni con hip -hop propiziate dal rapper Easy Mo Bee nell’album Doo-Bop (2), fino alla ripresa delle partiture di Gii Evans riarrangiate da Quincy Jones presenti nel live Miles & Quincy Live At Montreux (3). Ma l’ultimo, autentico Miles Davis si ritrova nelle struggenti versioni dal vivo (presente fra l’altro Time After Time dal repertorio di Cindy Lauper) registrate pochi mesi prima di morire e immortalate nell’album LIVE AROUND THE WORLD (8).   

 

DISCOGRAFIA DI MILES DAVIS:

(1) DINGO (WEA 1991 USA) col. son.

(2) Doo-Bop (WEA 1992 USA)

(3) Miles & Quincy Live At Montreux (WEA 1993 USA) live

(4) LIVE 1970-1973 (Me 1993) live

(5) WHAT I SAY? VOL. I (JMY 1994 USA)

(6) WHAT I SAY? VOL. II (JMY 1994 USA)

(7) The Complete Live At The Plugged Nickel (8CD Columbia 1995 USA) live

(8) LIVE AROUND THE WORLD (WEA 1996 USA) live

(9) The Complete Columbia Studio Recordings With Gil Evans (12CD Columbia 1996 USA) ant. con inediti

 

RIFERIMENTI A MILES DAVIS:

(10) ARTISTI VARI / THE HOT SPOT (Antilles 1990 USA) col. son.

 

Nota: (1) a nome Miles Davis & Michel Legrand.

(3) a nome Miles Davis & Quincy Jones.

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