KHALED

KHALED

Soprannominato il ‘Re del Rai’, Khaled (all’inizio della carriera Cheb Khaled, dove Cheb sta per ‘giovane’ e ‘attraente’) è uno degli esponenti più influenti del moderno rai, la musica che riflette il collasso dell’ordine sociale tipico dell’Algeria post-bellica.

Cresciuto ascoltando il rai secondo l’aggiornamento pop proposto a metà degli anni Sessanta dal pluristrumentista Bellemou Messaoud e dal cantante Belkacem Bouteldja, Khaled si fa apprezzare in giovanissima età a Orano per le proprie estemporanee esibizioni vocali a matrimoni e feste. Influenzato sia da musicisti orientali (Umm Kalthum e Farid El-Atrache, tra gli altri) che occidentali (dalla Piaf a Brel passando per Charles Aznavour), Khaled inizia la carriera con la medesima mancanza di istinto manageriale che caratterizza ogni cantante di rai: migliaia di cassette circolano liberamente per il paese, nella più totale assenza delle nozioni di royalties o di promozione radiofonica-televisiva. L’anno della consacrazione è il 1985, quando Khaled viene ufficialmente incoronato ‘Re del Rai’ a un festival musicale di Orano. 

Nel 1991 Khaled firma un contratto con la Barclay, sussidiaria francese della PolyGram. L’album Khaled (1), grazie all’hit Didi, diventa disco d’oro in Francia (più di 100.000 copie vendute) e vende rispettabilmente in molte parti del mondo. Il successivo album N’ssi N’ssi (2), prodotto da Don Was e contenente le canzoni tratte dal film di Bertrand Blier 1-2-3 Soleil, non riscuote il medesimo successo, ma frutta al cantante un Cesar (l’equivalente francese degli Oscar) per la migliore colonna sonora dell’anno.

Mentre Khaled sviluppa un notevole seguito in Francia (spicca un doppio sold out allo Zenith di Parigi e la riproposizione di vecchi brani in 5) e in altri paesi del mondo (tra cui l’India), nessuno sembra scalfirne l’egemonia sul mercato algerino, nonostante il cantante tenda ad evitare il ritorno in patria a causa dell’intolleranza dei fondamentalisti islamici.

Celebre tanto per la propria musica, quanto per il proprio carattere in aperto conflitto con l’austerità dettata dalla religione islamica, nell’estate 1997 Khaled è al festival cinematografico di Venezia per la presentazione del film 100% Arabica, di cui è protagonista. Accompagnato da un servizio di sicurezza che difende Khaled da eventuali attentatori, dichiara l’inevitabilità di una guerra civile algerina per arrestare l’infinito massacro operato dagli integralisti islamici.

 

DISCOGRAFIA DI KHALED:

(1) Khaled (Barclay 1992 FRA)

(2) N’ssi N’ssi (Barclay 1993 FRA)

(3) En Algerie Vol. 1 (Club Arabe 1994 USA)

(4) En Algerie Vol. 2 (Club Arabe 1994 USA)

(5) YOUNG KHALED (MDE 1994 USA)

(6) Hada Raykoum (Triple Earth 1994 GB)

(7) Sahara (Barclay 1996 FRA)

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