TAJ MAHAL

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TAJ MAHAL

Henry Saint Clair Fredericks, in arte Taj Mahal, prosegue anche negli anni Novanta la sua coerente proposta musicale, che come sempre si rivela tesa a un melting pot di stili, che indifferentemente cita soul, R&B, blues, reggae, quanto la musica latina, caraibica e indiana. Primo passo nella nuova decade è la celebrata colonna sonora THE HOT SPOT (15), film diretto da Dennis Hopper, cui partecipano anche Miles Davis e John Lee Hooker (l’opera vale una nomination ai Grammy). Quindi Taj Mahal pone suggello al periodo fortunato con l'album LIKE NEVER BEFORE (5), primo album solista dai tempi di TAJ (1986), che propone il solito crossover di generi. Dopo l'album DANCING THE BLUES (9) e soprattutto l'album AN EVENING OF ACUSTIC MUSIC (10), che riporta una sorprendente solo performance, giunge l'album MUMTAZ MAHAL (11): l’opera, condivisa con gli indiani N. Ravikiran e U.M. Bath (già autore di A MEETING BY THE RIVER, 1993, inciso con Ry Cooder), è un’affascinante commistione fra tradizione americana e spiritualità orientale, dove si stagliano elegiache versioni dei classici Stand By Me, Come In My Kitchen e Johnny Too Bad.

Nel 1996, con ospiti quali Bonnie Raitt, Eric Clapton e David Hidalgo (Los Lobos), Taj Mahal pubblica l'album PHANTOM BLUES (12), disco tra i più riusciti della sua discografia, dove alterna cover varie a pregevoli originali (Lovin’ In My Baby’s Eyes). Sulla stessa linea è l'album SENOR BLUES (13), dove non ci sono special guest di rilievo, anche se la coesione di intenti rimane sempre di grande livello, iniziando da tracce quali Queen Bee, forte del suo celebre scat vocale, e Mr. Pitiful, cover di Otis Redding.

Fra le numerose antologie pubblicate, particolare rilievo si merita l'album RISING SONS (16), che traccia un’esauriente carrellata sul periodo passato assieme a Ry Cooder e a Ed Cassidy (poi negli Spirit) nei Rising Sons a metà anni Sessanta, rimasto pressoché inedito per quasi trent’anni, escludendo qualche bootleg.

 

DISCOGRAFIA DI TAJ MAHAL:

(1) The Collection (2LP Castle Communications 1987 GB) ant.

(2) SHAKE SUGAREE (Music For Little People 1988 USA)

(3) BRER RABBIT AND THE WONDERFUL TAR BABY (Windham Hill 1990 USA)

(4) BIG BLUES-LIVE AT RONNIE SCOTT’S LONDON (Castle Communications 1990 GB) live

(5) LIKE NEVER BEFORE (Private/BMG 1991 USA)

(6) Mule Bone (Gramavision 1991 USA)

(7) TAJ’S BLUES (Columbia Legacy 1992 USA) ant. con inediti

(8) WORLD MUSIC (Columbia Legacy 1993 USA) ant.

(9) DANCING THE BLUES (Private/BMG 1993 USA)

(10) AN EVENING OF ACUSTIC MUSIC (Tradition & Modem 1994 GER) live

(11) MUMTAZ MAHAL (Water Lily Acoustics 1995 USA)

(12) PHANTOM BLUES (Private/BMG 1996 USA)

(13) SENOR BLUES (Private/BMG 1997 USA)

 

RIFERIMENTI A TAJ MAHAL:

(14) ARTISTI VARI / CHRISTMAS GUITARS (Green Linnet 1989 USA)

(15) ARTISTI VARI / THE HOT SPOT (Antilles 1990 USA) col. son.

(16) RISING SONS / RISING SONS (Columbia Legacy 1992 USA)

(17) ARTISTI VARI / OUT ON THE ROLLING SEA-A TRIBUTE TO THE MUSIC OF JOSEPH SPENCE & THE PINDER FAMILY (Hokey Pokey 1994 GB)

(18) ROLLING STONES / ROCK AND ROLL CIRCUS (ABKO 1996 USA) live

(19) ARTISTI VARI / FOLK LIVE FROM MOUNTAIN STAGE (Blue Plate Music 1997 USA) live

 

Nota: (3) condiviso con l’attore Danny Glover.

(4) registrato il 24 settembre 1988.

(6) colonna sonora di uno spettacolo teatrale.

 In (14) God Rest Ye Merry Gentlemen.

 In (17) Blow Wind Blow.

 In (18), registrato 1’ 11 dicembre 1968, Ain’t That A Lot Of Love.

In (19) esegue Take This Hammer.

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