NIRVANA

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NIRVANA

I Nirvana sono stati il gruppo che più di ogni altro ha esercitato negli anni Novanta un’influenza socio-musicale decisiva su tutta la scena rock contemporanea, non solo per la tragica morte di Kurt Cobain (n. 1967 m. 1994, USA), ma anche per la forza dirompente con cui hanno conquistato il successo commerciale, che di fatto ha aperto le porte delle classifiche a tutta la scena alternativa americana.

La band si forma nel 1986 ad Aberdeen nei pressi di Seattle, Washington, quando Kurdt Cobain (storpiatura del vero nome, Kurt) si unisce a Chris ‘Krisf Novoselic (n. 1965, USA) nel tentativo di sviluppare la propria passione musicale, che indifferentemente si rifà all’hard rock così come al punk. I primi tempi per i due, a cui si avvicendano vari batteristi, sono all’insegna dei concerti nei piccoli club, fino a quando un’etichetta della zona, la Sub Pop, offre loro la possibilità di registrare un singolo, nella fattispecie una cover degli olandesi Shocking Blue, Love Buzz, accoppiata con Big Cheese. Sotto la produzione di Jack Endino giungono a pubblicare l'album BLEACH (1) (che la leggenda vuole realizzato con un budget di 600 dollari), opera di decisa impronta punk, anche se nel muro sonoro proposto dal gruppo si può cogliere qualche bagliore di melodia che di lì a poco farà la loro fortuna (About A Girl). Il tour americano a supporto dell'album BLEACH (1) è decisamente sopra le righe: la band assume un comportamento fuori dal controllo, che spesso porta i Nirvana a commettere veri e propri atti di violenza sul palco. Nel 1989 i Nirvana partono per la loro prima tournée europea, che si rivela poco proficua in termini di successo. E’ in questo periodo che Kurt Cobain inizia a soffrire di uno stato di depressione, causato anche dai sempre più presenti dolori allo stomaco (nella tappa di Roma il cantante ha un collasso nel bel mezzo del concerto), che poco dopo lo porta a fare uso di droghe pesanti. Ritornati a Seattle le cose sembrano prendere la giusta piega: Dave Grohl (n. 1969, USA), già apprezzato batterista nei circuiti alternativi della città (e negli Scream di Washington), si unisce stabilmente ai Nirvana, creando quell’alchimia sonora che Cobain sembra andare cercando da tempo.  

Visti i buoni riscontri ottenuti con i Sonic Youth, la Geffen Records fa di tutto per mettere sotto contratto Kurt Cobain e compagni vincendo la concorrenza di altre major. Il risultato è l'album NEVERMIND (2), prodotto da Butch Vig, uno dei più importanti album rock del decennio, dove senza soluzione di continuità si mescolano urla e singhiozzi, rabbia e senso di perdita, confusione e lucidità, rumore e melodia. Brani come Come As You Are, In Bloom, Polly e soprattutto Smells Like A Teen Spirit, oltre a portare l’album in cima alle classifiche di tutto il mondo, hanno il potere di colpire l’immaginario di un’intera generazione (che i media identificano come Generazione X). Il successo dei Nirvana comunque si rivela subito un’arma a doppio taglio, in particolare per Kurt Cobain, che durante i concerti inizia a esasperare i segni di un’instabilità emotiva sempre più evidente, come riportano le cronache dei suoi atti durante le esibizioni (tracce di quegli atteggiamenti sono ben presenti nel documentario 1991: The Year Punk Broke, che immortala i Nirvana al fianco di Sonic Youth, Bob Mould e altri), raggiungendo l’apoteosi alla fine del concerto tenuto al Festival di Redding del 1992, quando il gruppo devasta letteralmente il palco. 

Il seguito dell'album NEVERMIND (2), si rivela particolarmente travagliato a livello di gestazione, tanto che la Geffen opta per la pubblicazione dell’antologia l'album INCESTICIDE (3), raccolta di materiale inedito o particolarmente raro. Kurt Cobain nel frattempo trova modo di collaborare con lo scrittore William S. Burroughs nell'album THE ‘PRIEST’ THEY CALLED HIM (11), opera prevalentemente spoken word. Finalmente nel settembre 1993, sotto la produzione di Steve Albini, viene pubblicato l'album IN UTERO (4), che in un primo momento sembrava dovesse intitolarsi I HATE MYSELF AND I WANT TO DIE. L’opera comunque crea molti dibattiti da parte della critica, che si trova piuttosto spiazzata nel dover esprimere un giudizio, soprattutto a fronte di brani viscerali e poco catalogabili quali Heart-Shaped Box, Rape Me e All Apologies. Sempre più oppresso dai mass media che tentano di scavalcare la sua privacy e quella di sua moglie Courtney Love (leader delle Hole, con cui si sposa alle Hawaii nel 1992), che nel frattempo ha messo al mondo la piccola Frances Bean, Kurt Cobain viene più volte sorpreso a commettere atti di violenza poco controllabili (le liti con la moglie sono un ottimo argomento per le cronache rosa e non), che portano inesorabilmente a un epilogo drammatico. All’inizio del marzo 1994 viene ricoverato all’ospedale di Roma per tentato suicidio con una mistura di alcol e antidepressivi. L’ 8 aprile il ventisettenne cantante-chitarrista viene trovato morto nella sua villa di Seattle dopo essersi sparato un colpo fatale in pieno viso: il gesto getta nello sconforto milioni di fan, creando un acceso dibattito da parte di commentatori e di sociologi inerente la personalità malata e squilibrata del musicista.  

A quel punto i Nirvana non esistono più, e a Dave Grohl e a Krist Novoselic resta l’arduo compito di gestire il materiale postumo. Il primo sembra il meno interessato, come dimostra subito il suo impegno nei Foo Fighters (vedi scheda), mentre Krist Novoselic mette mano in prima persona alle pubblicazioni postume. L'album MTV UNPLUGGED IN NEW YORK (5), prodotto da Scott Litt (R.E.M.), è considerato da molti il capolavoro dei Nirvana: l’album riporta il set eseguito alla trasmissione Unplugged di MTV nel novembre 1993, dove il gruppo (allargato all’ex Germ Pat Smear e alla violoncellista Lori Goldstone) oltre a cover di David Bowie (The Man Who Sold The World) e di Leadbelly (Where Did You Sleep Last Night?), si impegna in alcuni brani (Plateau, Oh Me e Lake Of Fire) con gli autori degli stessi, i fratelli Curt e Cris Kirkwood dei Meat Puppets. L’album FROM THE MUDDY BANKS OF THE WISHKAH (6), collage di performance live lungo gli anni, invece coglie i Nirvana nel loro aspetto più selvaggio ed elettrico.  

Dopo una lunga attesa, nel 1997 Krist Novoselic intraprende finalmente un progetto autonomo con gli Sweet 75, sigla che divide conb la cantante di origine venezuelana Yva Las Vegas: l'album SWEET 75  (7), prodotto da Paul Fox (Phish, XTC, 10,000 Maniacs), è uno strano ibrido fra musica pop, folk, blues e jazz, dove brillano le presenze di Peter Buck dei R.E.M. e del trombettista Herb Alpert.

 

DISCOGRAFIA DI NIRVANA:

(1) BLEACH (Sub Pop 1989 USA)

(2) NEVERMIND (Sub Pop/DGC 1991 USA)

(3) INCESTICIDE (Sub Pop/DGC 1992 USA) ant. con inediti

(4) IN UTERO (Sub Pop/DGC 1993 USA)

(5) MTV UNPLUGGED IN NEW YORK (DGC 1994 USA) live

(6) FROM THE MUDDY BANKS Of THE WISHKAH (DGC 1996 USA) live

 

Sweet 75

(7) SWEET 75 (Geffen 1997 USA)

 

RIFERIMENTI A NIRVANA:

(8) ARTISTI VARI / SUB POP 200 (Sub Pop 1988 USA)

(9) MARK LANEGAN / THE WINDING SHIT (Sub Pop 1990 USA)

(10) ARTISTI VARI / HEAVEN & HELL, VOL. 1-A TRIBUTE TO VELVET UNDERGROUND (Communion 1991 USA)

(11) WILLIAM S. BURROUGHS & KURT COBAIN / THE ‘PRIEST’ THEY CALLED HIM (Tim Kerr 1993 USA)

(12) ARTISTI VARI / THE BEAVIS AND BUTT-HEAD EXPERIENCE (Geffen 1993 USA)

(13) ARTISTI VARI / No ALTERNATIVE (Arista 1993 USA)

(14) ARTISTI VARI / FOURTEEN SONGS FOR GREG SAGE & THE WIPERS (Tim Kerr 1993 USA)

(15) MELVINS / HOUDINI (Atlantic 1993 USA)

(16) ARTISTI VARI / DGC RARITIES, VOL. 1 (DGC 1994 USA)

(17) ARTISTI VARI / BACKBEAT (Virgin 1994 USA) col. son.

(18) Mike WATT / BALL-HOG Or TUGBOAT? (Columbia 1995 USA)

(19) ARTISTI VARI / TWISTED WILLIE (Justice 1996 USA)

 

Nota: in (1) Jason Everman è accreditato quale chitarrista senza aver mai suonato nell’album:   il nome di Everman è presente per una questione di royalties, visto che quest’ultimo è uno dei finanziatori del disco.

 In (8) Spank Thru.

In (9) Kurt Cobain e Krist Novoselic sono presenti in session nella cover di Leadbelly, Where Did You Sleep Last Night?.

In (10) Here She Comes Now.

In (12) I Hate My Self And I Want To Die.

In (13) una ghost track, Verse Chorus Verse.

In (14) Return Of The Rat.

(15) coprodotto da Kurt Cobain. In (16) Pay To Play.

In (17) Dave Grohl suona la batteria in tutti i brani.

In (18) Novoselic e Grohl suonano in Against The 70’s.

In (19) Novoselic accompagna Johnny Cash nella cover di Willie Nelson, Time Of The Preacher.

 

FORMAZIONE DI NIRVANA:

Kurt Cobain: v, ch / Krist Novoselic: bs / Chad Channing: bt (1/3) / Dave Grohl: bt (2/4-6).

 

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