SINEAD O’CONNOR

SINEAD O’CONNOR FOTO

SINEAD O’CONNOR

L’atteggiamento ‘contro’ che ha contraddistinto Sinéad O’Connor (n. 1966, IRL) fin dagli inizi della carriera, continua e si accentua nel nuovo decennio, che inizia nel migliore dei modi con l'album I DON’T WANT WHAT I HAVEN’T GOT (1). Il lavoro di Sinéad O’Connor si dimostra vincente dal punto vista commerciale sbancando le charts di mezzo mondo: lo stile richiama l’album d’esordio THE LION AND THE COBRA (1988), ma certamente si distingue per la portata delle canzoni, come dimostrano Nothing Compares 2  U (brano ‘minore’ dal repertorio di Prince che è anche la carta vincente dell’album in termini di popolarità) e l’originale Jump In The River. I riconoscimenti ad Sinéad O’Connor ufficiali sono tanti, ma hanno anche l’effetto di radicalizzare le prese di posizione della musicista irlandese, che già a suo tempo si dichiarò sostenitrice dell TRA: partecipa a qualsiasi appuntamento umanitario del periodo, sia su disco sia in concerto, arrivando a dedicare l'album MY SPECIAL CHILD (2) e il ricavato a esso legato al popolo curdo. 

Seguito del fortunato l'album I DON’T WANT WHAT I HAVEN’T GOT (1) è il disco AM I NOT YOUR GIRL? (3), che conferma lo spirito anticonformista di Sinéad O’Connor, in quanto composto di sole cover la cui scelta è quanto meno curiosa. Infatti, accompagnata da un’orchestra di quarantasette elementi, Sinéad O’Connor propone un catalogo di sofisticato jazz anni Cinquanta intingendo a piene mani dal repertorio di mostri sacri quali Ella Fitzgerald, Billie Holyday, Julie London... fino a un omaggio ad Andrew Lloyd Weber, di cui riprende Don’t Cry For Me Argentina dal musical Evita. Poco dopo Sinéad O’Connor è protagonista di una serie di episodi che la rendono chiacchieratissima dall’opinione pubblica: prima strappa la foto del Papa in diretta televisiva al Saturday Night Live poi si rifiuta di cantare in un altro programma dopo l’inno nazionale. Per questi gesti, Sinéad O’Connor viene duramente contestata in occasione del tributo a Bob Dylan tenuto al Madison Square Garden. L'album UNIVERSAL MOTHER (4) è il frutto di tutto questo periodo travagliato e si rivela come l’album più profondo di Sinéad O’Connor, capace di episodi duri e taglienti (Fire On Babylon) quanto di momenti pop-folk più morbidi (Red Football, A Perfect Indian e la cover dei Nirvana, All Apologies). Di lì a poco un nuovo momento di ‘smarrimento’ artistico e umano, quando nell’estate 1995, apparentemente senza motivo, Sinéad O’Connor lascia improvvisamente il Lollapalooza. L’ultima pubblicazione è l’interessante mini album GOSPEL OAK (5), presentato anche in Italia durante una turbolenta esibizione a Roma per i festeggiamenti del Primo Maggio.   

 

DISCOGRAFIA DI SINEAD O’CONNOR:

(1) I DON’T WANT WHAT I HAVEN’T GOT (Ensign 1990 GB)

(2) MY SPECIAL CHILD (Ensign 1991 GB) mini CD

(3) AM I NOT YOUR GIRL? (Ensign 1992 GB)

(4) UNIVERSAL MOTHER (Ensign 1994 GB)

(5) GOSPEL OAK (Ensign 1997 GB) mini CD

 

RIFERIMENTI A SINEAD O’CONNOR:

(6) WORLD PARTY / GOODBYE JUMBO (Ensign 1990 GB)

(7) ROGER WATERS / THE WALL LIVE IN BERLIN (2CD Mercury 1990 GB) live

(8) ARTISTI VARI / RED, HOT & BLUE (EMI 1991 GB)

(9) ARTISTI VARI / Two ROOMS-CELEBRATING THE SONGS OF ELTON JOHN & BERNIE TAUPIN (PolyGram 1991 GB)

(10) PETER GABRIEL / Us (Virgin/Real World 1992 GB)

(11) ARTISTI VARI / PEACE TOGETHER (Island 1993 GB)

(12) WILLIE NELSON / ACCROSS THE BORDERLINE (Columbia 1993 USA)

(13) ARTISTI VARI / No PRIMA DONNA (Polydor 1993 GB)

(14) ARTISTI VARI / IN THE NAME OF THE FATHER (Island 1994 GB) col. son.

(15) ARTISTI VARI / THE GLORY OF GERSHWIN (Mercury 1994 GB)

(16) SHANE MACGOWAN / THE SNAKE (ZZT 1995 GB)

(17) Chieftains / The Long Black Veil (RCA 1995 GB)

(18) ARTISTI VARI / AIN’T NUTHIN’ BUT A SHE (London 1995 GB)

(19) ARTISTI VARI / HELP (GO! Disc 1995 GB)

(20) CHRISTY MOORE / GRAFFITI TONGUE (Newberry/Grapevine 1996 GB)

(21) ARTISTI VARI / COMMON GROUND (Premier/EMI 1996 GB)

(22) ARTISTI VARI / THE END OF VIOLENCE (Outpost/Geffen 1997 USA) col. son.

Nota: (5) pubblicato inizialmente con quattro brani, quindi ritirato nel giro di un mese dal mercato e ripubblicato con due tracce aggiunte.

In (6) è presente ai cori di Sweet Soul Dream.

In (7) una cover di John Lennon, Mother.

In (8) una cover di Cole Porter, You Do Something To Me.

In (9) la cover di Sacrifice.

(10) la vede impegnata ai cori di Come Talk To Me e nel duetto di Blood Of Eden.

In (11) Be Still.

In (12) una cover di Peter Gabriel in coppia con Willie Nelson, Don 't Give Up.

In ( 13) una cover di Van Morrison, You Make Me Feel So Free. In (14) You Made Me The Thief Of Your Heart.

In (15) una cover di George & Ira Gershwin, My Man’s Gone Now.

In (16) il rifacimento di un vecchio brano dei Pogues assieme a Shane MacGowan uscito poco prima su singolo, Hunted.

In (17) canta in due brani, The Foggy Dew e He Moved Trough The Fair.

In (18) Women Of Ireland.

In (19) Ode To Billy Joe.

In (20) è presente, in maniera non ufficiale, alle background vocals di Strange Ways.

In (21) il traditional On Raglan Road.

In (22) I’m Not Your Baby in duetto con gli U2.

 

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