WEBB WILDER

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WEBB WILDER

Sorta di parodia del tipico rocker all american (da Buddy Holly a Bruce Springsteen), Webb Wilder si rivela, a partire da metà anni Ottanta, fra i più seri performer della scena statunitense, capace di riscoprire brani misconosciuti di vari generi e di riproporli con una carica musicale assolutamente trascinante, che indifferentemente cita R&R, rockabilly, blues e country & western. Ad ogni pubblicazione discografica Webb Wilder ama cambiare il nome del gruppo che lo accompagna (Beatnecks, Nash vegans...), anche se buona parte dei musicisti che lo circondano restano pressoché gli stessi negli anni, iniziando dal chitarrista Donnie Roberts (grande fan di Duane Eddy). 

Già a partire dall'album IT CAME FROM NASHVILLE (1), registrato nella natia Nashville, Tennessee, il musicista stabilisce le sue bizzarre prerogative musicali, spesso al limite del cabaret in musica: infatti, oltre a vari originali particolarmente apprezzabili (scritti per lo più da R.S. Field, con lui anche in futuro), si alternano cover di Steve Earle (The Devil’s Right Hand), Johnny Cash (Rock’n’Roll Ruby) e Steve Forbert (Samson And Delilah ’Beauty Shop), interpretate in modo sarcastico e trascinante. Nonostante le buone premesse Webb Wilder deve comunque attendere tre anni per poter bissare con l'album HYBRID VIGOR (2), altro caleidoscopio di idee abbozzate con un fine gusto musicale, iniziando da una superba resa di Lousiana Hannah di Lamare Williams. L’album DOO DAD (3) sembra soffrire di una certa stasi creativa, che porta Webb Wilder a quasi quattro anni di silenzio fino alla pubblicazione dell'album TOWN & COUNTRY (4), peraltro il suo album più convincente, dove la sua pungente satira prende di mira il mondo country, mettendo in rassegna un repertorio che non risparmia né famosi autori come Rodney Crowell (I Ain’t Living Long Like This) né traditional fra i più popolari (Streets Of Laredo). Anche l'album ACRES OF SUEDE (5) si rivela dissacrante e irriverente: questa volta il bersaglio è un certo tipo di mainstream rock ‘tutto muscoli e languore’, iniziando da irresistibili originali come The Olde Elephant Man e Carryin ’ The News To Mery.

 

DISCOGRAFIA DI WEBB WILDER:

(1) IT CAME FROM NASHVILLE (Watermelon 1986 USA)

(2) HYBRID VIGOR (Island 1989 USA)

(3) Doo DAD (Praxis/Zoo 1991 USA)

(4) TOWN & COUNTRY (Watermelon 1995 USA)

(5) ACRES OF SUEDE (Watermelon 1996 USA)

 

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