JOHN ZORN

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JOHN ZORN

Maestro incontrastato dell’avant-garde newyorchese, il sassofonista John Zorn (n. 1953, USA) si segnala fra le personalità più creative e controverse della musica contemporanea, capace di sconcertanti digressioni jazz, rock, free, trash, progressive, be-bop. Le prime incisioni di John Zorn, rimaste inedite per un lungo periodo (l’album FIRST RECORDINGS 1973), risalgono all’inizio degli anni Settanta, anche se è con il finire di quella decade che John Zorn esplode come fenomeno della downtown di New York, dove per molto tempo si esibisce in locali di infima categoria. Dei primi anni Ottanta sono opere decisamente fuori dagli schemi come POOL (1980) e ARCHERY (1981), oltre alla partnership di John Zorn con Eugene Chadboume nell’album IN MEMORY Of NIKKI ARANE (1980), collaborazione che negli anni trova ulteriori sbocchi. Dopo il primo vero ‘classico’ della discografia di John Zorn, COBRA (1986), giunge l’altrettanto imprescindibile album THE BIG GUNDOWN (1986): accompagnato da una serie nomi quali Arto Lindsay, Diamanda Galas, Anton Fier, Fred Frith, Bill Frisell e altri, John Zorn propone una personale e caustica revisione del repertorio di Ennio Morricone, da La classe operaia va in Paradiso a Once Upon A Time In The West. Nello stesso periodo John Zorn pubblica anche due volumi dedicati a Sonny Clark, intitolati VOODOO (1986), riconosciuti come le sue opere più creative.  

Del 1988 è un altro punto fermo della discografia di John Zorn, SPY VS. SPY: THE MUSIC OF ORNETTE COLEMAN, uscito in contemporanea a un progetto parallelo, quello dei Naked City, che negli anni trova interessanti sviluppi, autori fra l’altro della lunga suite TORTURE GARDEN (1990), dove compaiono, oltre a Frisell (chitarra) e Frith (batteria), Wayne Horvitz (tastiere), Joy Baron (batteria) e Yamatsuka Eye (voce), tutti collaboratori stretti del musicista. Con l’inizio degli anni Novanta l’attività del musicista si diversifica ancora di più, iniziando da opere Locus Solus (1991) e soprattutto Kristallnacht (1992), con cui inizia la sua personale rivisitazione delle proprie radici ebreo-klezmir.

 

 

 

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